PapAMolfetta

Storia di Molfetta

L’Italia è ricca di Città meravigliose, magiche ed indimenticabili, che hanno fatto innamorare ogni avventore al primo sguardo.

Molfetta, però, non è solo questo, perché racchiude al suo interno profumi e colori che sanno di Poesia, di Arte e di Umanità. Ogni strada di Molfetta, qualunque palazzo si osservi, ovunque lo sguardo si poggi, ciò che possiamo ascoltare è la Storia: non solo un susseguirsi di date ed avvenimenti storici, bensì un intreccio di persone e vite. Perché Molfetta è soprattutto questo: il suo Popolo.

Fortemente permeata dalla vicinanza geografica alla costa Adriatica, la città di Molfetta ha da sempre un’anima commerciale e, grazie allo spirito coraggioso ed imprenditoriale dei suoi cittadini, rappresenta ad oggi uno dei mercati ittici ed ortofrutticoli tra i più competitivi della Puglia.

La storia di Molfetta affonda le sue radici nella Notte dei Tempi, sin dal Neolitico. Eppure, le origini della Città rappresentano ancora un intrigante e curioso mistero anche per gli storici ed appassionati: secondo alcuni studiosi, infatti, la genesi di Molfetta sarebbe da attribuire ai Greci, per altri ai Romani, secondo altri storici ai Dalmati.
Gli studiosi, però, sono d’accordo su di un dato: il nome “Melphi” in alcuni atti notarili del X secolo. Non solo, perché la vivacità e l’intraprendenza commerciale e culturale della Città sono  un altro elemento ricorrente e che mette d’accordo gli storici: basti pensare, infatti, alla stipula di un patto politico-commerciale nel 1148 con Ragusa (attuale Dubrovnik) e all’inizio della progettazione e dei lavori, nello stesso secolo, della grande chiesa “Duomo Vecchio”.

Nonostante l’identità di feudo dei Bassaville nel periodo normanno, Molfetta riusci a preservare nel tempo una propria autonomia, sviluppando anche diversi rapporti commerciali con Venezia, Amalfi e la Grecia, a dimostrazione di una tempra coraggiosa e votata al miglioramento. Nel 1522  fu ceduta in feudo al duca di Termoli, in seguito passò sotto i Gonzaga, gli Spinola ed i Gallarati Scotti fino al 1806; quindi seguirono le vicissitudini del regno di Napoli sino all’annessione al regno d’Italia.
Molfetta si è sempre dimostrata una Città di confronto e crescita artistica e culturale, una culla della Storia umana. Basti pensare, infatti, all’operato di Corrado Giaquinto, pittore di fama mondiale che, ancora oggi, ispira l’arte e l’architettura internazionale con il proprio tratto votato al cromatismo, all’eleganza ed alla serrata monumentalità nell’ordine compositivo. Un Maestro della pittura italiana emblema della commistione e della contaminatio di genere, studi e provenienze geografiche.
Particolarmente dolorosa la storia della Città nel ‘900: Molfetta, infatti, dovette pagare a caro prezzo le due Guerre. Durante la Prima guerra mondiale persero la vita 500 cittadini, tra cui il maggiore Domenico Picca; nel corso della Seconda guerra mondiale un aereo tedesco bombardò la scuola “Cesare Battisti”, dopo averla scambiata per una caserma.
L’anima ed il volto stesso della Città cambiarono profondamente in seguito, Molfetta seppe rialzarsi con forza e coraggio e nacquero nuovi quartieri, nuovi palazzi, nuove strade. La Città tornò a vivere grazie all’eroismo dei molfettesi.
Impossibile non citare, infine, oltre alla figura di don Tonino Bello, Riccardo Muti, Gaetano Salvemini e Beniamino Antonino Finocchiaro. Tre personalità che hanno influenzato con passione la musica classica e contemporanea, la storia, la politica e l’attualità.
È a uomini come Muti che dobbiamo il prestigio e l’eccellenza della scuola musicale italiana in giro per il mondo.

È a uomini come Salvemini che dobbiamo dire grazie perché oggi possiamo esprimere la nostra opinione e confrontarci in un una piazza democratica, con serenità: senza il suo coraggio a fare da ariete alla dittatura di Mussolini e ad incitare il Popolo al libero pensiero, oggi non saremmo qui.

 

 

È a uomini come Finocchiaro che dobbiamo il significato di parole come partecipazione e giornalismo al servizio dei cittadini: sia da politico (come consigliere comunale, vicesindaco, assessore, primo cittadino per due mandati, deputato alla Camera, presidente del Consiglio Regionale) sia da giornalista (come presidente della RAI), non ha mai dimenticato la sua Molfetta, impegnandosi giornalmente e concretamente per la sua Città.

SS. Messa


Vatican News

Rivivi l’emozione della
SS. Messa di Papa Francesco 
a Molfetta, in occasione del XXV dies natalis di don Tonino Bello

PARTNER TECNICI

exprivia

network contacts

Switch on media

Diocesi


   


Copyright SWITCH ON